Bali, l’isola degli dei

Dopo 17 lunghe ore di volo atterriamo finalmente all’aeroporto di Denpasar a Bali, Indonesia.
È quasi mezzanotte e ad attenderci c’è Nyoman, il proprietario della guest house in cui soggiorneremo a Ubud. È molto cortese e disponibile, carichiamo le valigie in auto e ci avviamo verso Ubud, che dista circa un’ora di auto. Fuori è buio ma lungo la strada iniziamo a intravedere i primi scorci di Bali.
Arrivati a Ubud possiamo finalmente andare a dormire nella nostra camera, piccola ma confortevole ed in pieno centro.
Il mattino dopo ci svegliamo allegri e contenti come non mai, finalmente realizziamo di essere a Bali!
La giornata inizia con la colazione in giardino preparata dalla moglie di Nyoman: pancake alla banana, frutta fresca e caffè balinese.
Non abbiamo organizzato nessuna escursione per oggi, per avere il tempo di ambientarci e riprenderci dal jet lag e dalla stanchezza del volo.
Usciamo a piedi alla scoperta della città, è piuttosto presto e le strade sono ancora desolate, l’odore di incenso è ovunque.

Qui è pratica lasciare agli angoli delle strade dei cestini fatti a mano con all’interno frutta e incenso da offrire agli dei.

Girovaghiamo un po’ a casaccio, incrociando un mercato locale molto caratteristico e alcuni piccoli templi.
È tutto nuovo e ci sembra magnifico. Pranziamo in un locale vegetariano ordinando dei semplici panini e smothiee alla frutta.
Nel pomeriggio, dopo aver riorganizzato le idee, è la volta di visitare la Monkey Forest: la foresta delle scimmie a poche centinaia di metri dalla nostra guest house.
Le scimmie sono ovunque e non attendono altro che qualche turista gli allunghi qualcosa da mangiare. Sembrano socievoli ma bisogna comunque fare attenzione, tendono a rubare i sacchetti ai turisti.
La foresta è imponente con grossi alberi, ponticelli, sentieri e scalinate che permettono di spostarsi da un punto all’altro con facilità.
Christian sembra a suo agio, forse perché è in mezzo ai suoi simili e si diverte a dar da mangiare alle scimmie facendole arrampicare sulle proprie spalle. Io invece sono terrorizzata, ho paura che una di loro mi salti in testa!
Nonostante questo riusciamo a fare qualche bella foto e a registrare alcune parti del video.
Arrivata l’ora di chiusura delle foresta usciamo anche noi, torniamo in camera per una doccia e ci prepariamo per la cena.
Durante la giornata si è fatto vivo Astawa, il nostro driver per i prossimi tre giorni, che ci accompagnerà alla scoperta delle meraviglie di Bali. L’appuntamento è per la mattina alle 8 quindi andiamo a letto presto.

Secondo giorno

Astawa viene a prenderci come pattuito verso le 8, noi stiamo finendo di fare colazione e così parliamo del programma della giornata. L’auto con cui gireremo bali sembra molto confortevole e pulita, ma soprattutto ha l’aria condizionata! Qui il caldo si fa sentire.
Il tour comincia e abbiamo varie tappe da raggiungere. Prima visitiamo un villaggio tipico balinese, poi una gioielleria dove viene realizzato tutto a mano e infine un negozio di artigianato dove viene lavorato il legno per creare incredibili sculture.
Finalmente è ora di ammirare la natura di Bali! Arriviamo infatti alle cascate di Tegenungan, uno spettacolo assoluto che offre ai visitatori la possibilità di fare il bagno nelle acque al di sotto della cascata e di rilassarsi un po’. Si può anche percorrere un sentiero che porta alla cima della cascata e ovviamente non potevamo farcelo sfuggire.
Successivamente visitiamo il tempio Goa Gajah, conosciuto anche come la “Grotta dell’Elefante”.

Più tardi ci spostiamo ancora fino ad arrivare ad un ristorante con una terrazza che affaccia di fronte al vulcano Batur, alto 1700 metri circa. Pranzare contemplando la maestosità di questo vulcano ci rinvigorisce e siamo pronti per continuare l’esplorazione.
Purtroppo inizia a piovere ma la nostra visita continua al templio induista Tirta Empul, un luogo in cui sono presenti vasche in cui scorre l’acqua delle sorgenti sacre usata per il rituale della purificazione.
Di acqua ne viene giù fin troppa e, interamente fradici, siamo costretti e rifugiarci in auto.
Decidiamo di tornare verso Ubud perché non smette di piovere. Sulla via del ritorno passiamo di fianco alle famose risaie di Tegalalang. Proviamo a percorrere un piccolo tratto ma il terreno fangoso e la pioggia incessante ci suggeriscono di desistere.
Torniamo in camera per la solita doccia e qualche momento di relax prima di uscire per cena e gironzolare tra le vie di Ubud.

Terzo giorno

Oggi ci attende un’escursione piuttosto impegnativa, infatti ci spingeremo verso Nord.
La prima tappa dista circa due ore di auto da Ubud e si tratta delle splendide terrazze di riso di Jatiluwih, Patrimonio dell’Unesco.
Questa immensa distesa verde è un paradiso a cielo aperto. Ci sono vari sentieri che consento di spostarsi da una terrazza ad un’altra ed è possibile osservare l’ingegnoso metodo di irrigazione utilizzato dai locali, il cosiddetto subak, formato da numerosi canali che portano l’acqua alle varie terrazze di riso.
Proseguiamo e visitiamo il tempio Pura Luhur Batukau, un luogo di pace dove tutt’oggi i credenti si riuniscono per rendere omaggio agli dei.
Dopo aver macinato altri km e pranzato in un ristorante a buffet siamo arrivati al Pura Ulun Danu Bratan, un altro magnifico tempio che sorge su una piccola penisola sulla riva del lago Bratan e sembra galleggiare sull’acqua. È pieno di turisti ma riusciamo a trovare un angolo di pace in cui rilassarci e scattare qualche foto.
Come detto la giornata è impegnativa infatti ci spostiamo ancora fino ad arrivare alle cascate di Munduk. Una volta posteggiata l’auto bisogna percorrere un piccolo sentiero che in 15 minuti circa ci conduce alla base della cascata. Non è possibile fare il bagno ma lo spettacolo ci ripaga ugualmente.
Sulla strada del ritorno per Ubud ci fermiamo al mercato della frutta di Candi Cunig.

Quarto giorno

Per la mattina abbiamo organizzato la visita ad uno dei tanti parchi con gli Elefanti presenti a Bali.
Per noi è un’occasione irripetibile per poter stare a contatto con questi enormi pachidermi.
È un posto molto turistico, qui gli elefanti sono curati in cambio del lavoro, infatti si esibiscono in un piccolo spettacolo ed è anche possibile cavalcarli.
La parte più divertente è sicuramente quella dove gli si dà da mangiare e ci si scatta qualche foto insieme.
Dopo pranzo ci avviamo verso la costa Sud-Ovest di Bali, destinazione Tanah Lot, tempio induista collocato in cima ad un isolotto roccioso di fronte alla spiaggia. Vi si può accedere solo con la bassa marea.
Restiamo qui fino a sera per ammirare il tramonto dopodiché si sale in auto e si torna verso Ubud.

Quinto giorno

È il nostro ultimo giorno ad Ubud e ne approfittiamo per un po’ di shopping e un massaggio rilassante.
Nel pomeriggio facciamo una passeggiata al Campuhan Ridge Walk, un sentiero che attraversa le colline appena fuori Ubud.

Se state pianificando una visita a Ubud leggete l’articolo sulle 5 cose da fare assolutamente.

Dal sesto al nono giorno

Dopo colazione è la volta di salutare Nyoman e la sua famiglia, una nuova avventura ci attende.
Dobbiamo infatti raggiungere l’isola di Gili Trawangan, una delle tre isole che fanno parte di Nusa Tengare e vicinissime all’isola di Lombok.
Il trasferimento l’ha organizzato Astawa, la nostra fidata guida! Un Minivan ci porta da Ubud fino al porto di Sanur, dove ci attende una fast boat che in circa due ore ci porta a Gili Trawangan. Il viaggio non è dei migliori a causa delle onde, ma una volta sbarcati sulla spiaggia rimaniamo subito affascinati da questo luogo: non esistono auto qui, ci si muove a piedi, in bici o su delle carrozze trainate da asini.
Giunti in hotel un’altra sorpresa ci attende, ci hanno infatti fatto l’upgrade e soggiorneremo in una stanza migliore di quella prenotata. Le successive ore le passiamo ad ambientarci sull’isola, esplorare un po’, visitare la spiaggia e passeggiare tra le viuzze piene di ristoranti e locali. Ci avevano descritto questo posto come molto affollato e caotico ma noi non troviamo tutta questa folla o confusione, si sta davvero bene!
I giorni successivi li passiamo in relax tra mare e spiaggia, snorkeling ed escursioni in barca.
Nuotiamo con le tartarughe marine e ammiriamo un sacco di pesci colorati, ciò è reso possibile dalla presenza della barriera corallina.
Ogni sera ceniamo in un ristorantino diverso, degustando le specialità locali a base di pesce.
Con la bicicletta è inoltre possibile muoversi agevolmente per tutta l’isola, in circa 90 minuti si compie il giro ad anello.
È un vero peccato andarsene così presto, avremmo volentieri trascorso in questo paradiso un altro paio di giorni.

Se state pianificando una visita a Gili Trawangan leggete l’articolo sulle 5 cose da fare assolutamente.

Dal decimo al tredicesimo giorno

Lasciamo Gili Trawangan con una fast boat verso le 11 del mattino. Dopo due ore di viaggio molto tranquille grazie al mare calmo arriviamo a Sanur. Qui ci attende una navetta che ci porterà fino al nostro hotel a Kuta.
Si vede e si sente che siamo nella zona più popolata e trafficata di Bali: ci sono auto e moto ovunque, viuzze piene di negozi e bazar che vendono qualsiasi tipo di oggetto e non poteva di certo mancare un grande centro commerciale di fronte al mare. Il Beach Walk Shopping Mall. Kuta è cosi, prendere o lasciare.
Le spiagge sono davvero enormi, piene di venditori ambulanti, turisti e scuole di surf. Il mare è freddino e le onde piuttosto alte, questo è uno dei luoghi preferiti per i surfisti che arrivano da ogni parte del mondo per cavalcare queste onde.
Questi giorni sono dedicati allo shopping, alla vita mondana e al relax prima di dire arrivederci a Bali e rientrare in Italia.

Se state pianificando una visita a Kuta leggete l’articolo sulle 5 cose da fare assolutamente.

È stata una vacanza indimenticabile, che porterò sempre nel mio cuore. Oltre ad essere rimasta affascinata dai luoghi sono rimasta piacevolmente colpita dalla gentilezza e onestà dei balinesi.

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