Cosa vedere in tre giorni a Barcellona

Oggi voglio raccontarvi la mia esperienza su due ruote a Barcellona sperando vi possa essere utile.

In occasione del nostro quarto anniversario io e il mio fidanzato ci siamo regalati un viaggio di tre giorni in questa “caliente” città spagnola.

Abbiamo acquistato un ottimo pacchetto volo più hotel con prima colazione a soli 150€ sul sito EasyJet Holidays.

Giovedì 22 febbraio siamo partiti di buon mattino da Milano Malpensa alla volta di Barcellona.

Dopo essere atterrati siamo saliti sull’Aerobus che è un pullman che dall’aeroporto ci ha accompagnati nei pressi del nostro hotel, il BCN Urban Grand Ducat situato vicino a Placa de Catalunya, la piazza principale della città. Il biglietto dell’Aerobus è costato 10,80€ andata e ritorno.

La scelta di girare su due ruote

Dopo aver posato le valigie, siamo usciti immediatamente per andare a recuperare la Vespa, il mezzo a due ruote che ci avrebbe accompagnato in questa nuova avventura. Abbiamo scelto di noleggiare una Vespa per poter girare liberamente la città, senza essere vincolati dai mezzi pubblici.

Dato che ci saremmo fermati solo tre giorni, la Vespa ci sembrava il mezzo ideale per ottimizzare i tempi e vedere più cose possibili.

Dal nostro hotel ci siamo diretti a piedi alla vicina fermata della metropolitana di Passeig de Gràcia e dopo quattro fermate siamo scesi nei pressi della Sagrada Familia. Pochi passi e siamo arrivati all’agenzia Vesping per il noleggio.

La particolarità di Vesping è quella di offrire un mezzo dotato di un navigatore satellitare con alcuni tour preimpostati, sono indicati anche i ristoranti tipici e numerosi punti di interesse. Vittorio, il ragazzo che ci ha accolti, è stato davvero gentile e premuroso nel fornirci tutte le indicazioni pratiche per gestire gli itinerari e ci ha dato molte informazioni utili sulla città.

La cima più alta di Barcellona

Senza perdere tempo, siamo saliti in sella e ci siamo diretti verso la nostra prima tappa: Tibidabo.

È una collina alta 512 metri dominata dalla chiesa dedicata al Sacro Cuore che fu costruita dopo una visita di San Giovanni Bosco.

Chiesa del Sacro Cuore sul Tibidabo

Dalla terrazza panoramica della chiesa si può ammirare Barcellona dall’alto in tutto il suo splendore.

Qui è presente anche un parco dei divertimenti risalente al 1901. Esso è suddiviso su sei livelli e propone più di 20 attrazioni.

Il borgo medievale

La seconda tappa è stata il Monastero Di Santa Maria De Pedralbes, un capolavoro gotico catalano che si trova all’interno delle mura del borgo medioevale. Si trova in una zona piuttosto lontana dal centro e per questo è un’isola di pace dove il tempo sembra essersi fermato.

All’interno è presente anche un museo che illustra la storia e l’evoluzione del Monastero nel corso dei secoli, purtroppo non siamo riusciti a visitarlo in quanto siamo arrivati tardi e stava per chiudere.

Mangiare che passione

Per pranzo abbiamo raggiunto Casa Lopez nel quartiere Gràcia, una trattoria locale dove con soli 9€ a testa abbiamo ordinato il menù completo: paella, fritto misto con patatine e caffè.

Il locale è tipico catalano e frequentato per lo più da gente del posto, ecco perché si riesce a mangiare bene spendendo poco. Qui difendono la cucina autentica seguendo passo a passo le ricette tramandate di generazione in generazione.

La zona di Barceloneta

Nel pomeriggio abbiamo proseguito la nostra esplorazione dirigendoci verso Barceloneta, un quartiere sul mare vicino al Porto Vecchio.

Qui ci sono negozi, discoteche, pub, ristoranti e attracchi per yacht, oltre al famoso grande acquario “L’Aquàrium”.

Lungo la via pedonale ci sono molti venditori ambulanti che vendono prodotti di vario tipo come teli, sciarpe, calamite, borse e vestiario.

Dopodiché ci siamo recati al Parco della Ciutadella per una passeggiata.

Il parco, polmone verde di Barcellona, non è solo un luogo dove svagarsi e rilassarsi, i suoi giardini nascondono infatti un ricco patrimonio storico e culturale tutto da scoprire. Il parco è considerato il più grande centro di aggregazione sociale della città: qui si riuniscono artisti di strada, musicisti, famiglie ed è anche possibile ammirare una miriade di pappagalli verdi.

La Rambla e la Boqueria

Prima di cena abbiamo fatto una passeggiata sulla famigerata Rambla, la via più famosa di tutta Barcellona.

Il lungo viale inizia da Plaça Catalunya (fermata della metro Catalunya, linea verde L3 o rossa L1) ed arriva fino alla Statua di Cristoforo Colombo (fermata Drassanes, linea verde L3).

Lungo la Rambla ci siamo fermati alla Boqueria, il mercato alimentare più noto di tutta la Spagna.

L’ingresso principale è costruito in ferro battuto e decorato con pannelli di vetro colorato. In alto è visibile l’insegna con affisso il nome del mercato.

La Boqueria è un’esplosione di colori vivaci, di odori invitanti e di sapori tradizionali. Qui infatti troverete bancarelle di frutta e verdura, salumi, dolciumi e pesce. Ogni bancarella vende anche cibo consumabile al momento come frullati, coni di formaggio e prosciutto, coni di calamari fritti e tante altre prelibatezze.

La Boqueria

Se siete a Barcellona non potete perdervelo: sarà un’esperienza piacevole per gli occhi e il palato.

Per cena ci siamo fermati al ristorante El Sortidor situato nella piazza storica del quartiere Poble Sec di Barcellona.

​​Il ristorante conserva il suo fascino originale e offre una cucina varia con piatti ispirati alla gastronomia catalana ma con presentazioni fantasiose e moderne. Io ho ordinato il polpo con cipolle caramellate e Christian il tonno marinato.

La Sagrada Familia

Dopo un meritato riposo, la mattina del secondo giorno ci dirigiamo alla Sagrada Familia che è il vero simbolo di Barcellona. Questa chiesa imponente e dall’esterno molto suggestivo è opera di Antoni Gaudi, un grande architetto spagnolo che fu il massimo esponente del modernismo catalano.

Le alte colonne, le vetrate, la luce che penetra, i particolari delle facciate la rendono un monumento architettonico unico nel suo genere.

Ancora oggi la Sagrada Familia è in costruzione a causa dei costi elevati, oltre che alla difficoltà del progetto. Si stima che i lavori possano terminare entro il 2030. Dato l’elevata affluenza vi consigliamo di acquistare il biglietto per la visita online, così da saltare la fila.

Un salto in spiaggia

Dopo aver visitato questo capolavoro, abbiamo deciso di impostare sul navigatore della nostra Vespa il “Beach Tour”. Nonostante il freddo, la curiosità di vedere le spiagge barcellonesi e il mare ha avuto la meglio.

Le spiagge sono molto ampie e il mare era abbastanza mosso per via del vento, ma è stato comunque molto piacevole.

In particolare mi è piaciuta Playa Mar Bella che si trova in una zona curata che in passato è stata riqualificata in occasione delle Olimpiadi. Nei pressi della spiaggia vengono offerti servizi di vario tipo e si possono praticare diverse attività: beach volley, skateboard, basket e sport acquatici.

Nella zona sorgono anche bar, chioschi e un piccolo parco giochi per i bimbi. Le spiagge sono collegate tra loro attraverso un lungomare pedonale e piste ciclabili costeggiate da palme.

Panini e spumante per pranzo

Per pranzo ci siamo diretti alla Xampanyeria, un locale molto popolare tra i barcellonesi. È molto caratteristico e la particolarità è che si mangia in piedi appoggiati al bancone. Si mangiano spuntini sfiziosi mentre si sorseggia dello spumante.

Potete sceglire tra una grande varietà di panini: con il prosciutto, con il pesce, con diversi tipi di affettati o con carne alla piastra. Potete anche ordinare un tagliere di affettati o di formaggi.

La Xampanyeria non dispone di posti a sedere, quindi se ci andate all’ora di pranzo è possibile trovare un pò di spazio, ma se volete andarci di sera tenete conto che sarà affollato e chiude alle 22.00.

Il tour del Montjuïc

Dopo pranzo abbiamo proseguito il nostro giro fino ad arrivare al Montjuïc, un promontorio alto 173 metri situato a sud di Barcellona che regala panorami meravigliosi.

In questa zona vi è Placa de España, una grande piazza al centro della quale si trova la Fontana Magica. Purtroppo non abbiamo potuto vederla danzare con luci, suoni e colori in quanto era spenta per via di lavori di manutenzione.

Sul Montjuïc ci sono anche degli impianti sportivi costruiti in occasione delle Olimpiadi di Barcellona del 1992, tra cui lo Stadio Olimpico che abbiamo visitato velocemente.

Sulla via del ritorno ci siamo fermati a Las Arenas, una struttura che in passato veniva utilizzata per le corride ed oggi è stata adibita a centro commerciale e conserva la facciata originale del 1900.

las arenas centro commerciale

In cima al centro commerciale vi è una terrazza enorme circolare che regala una vista a 360 gradi sulla città. Da qui si possono ammirare le due torri Veneziane e la Fontana Magica in lontananza.

Cena a base di pesce

Per concludere la giornata in bellezza abbiamo cenato al Can Maño, un locale molto rustico e semplice. Se volete mangiare del pesce fresco a Barceloneta questo è il posto giusto. Visto da fuori il posto non è il massimo però a livello di qualità e soprattutto di prezzo è ottimo.

Bisogna arrivare presto perchè il ristorante è preso d’assalto e spesso si forma una lunga fila per entrare prima ancora che apra. I tempi di attesa possono essere lunghi, ma ne vale assolutamente la pena.

La visita al Parc Güell

Il terzo e ultimo giorno inizia con la visita al Parc Güell, un’altra opera dell’architetto Antoni Gaudì.

Il parco, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, si integra perfettamente con la natura ed è davvero originale.

All’ingresso ci sono edifici stravaganti con i comignoli a forma di fungo, vi è una doppia scalinata decorata con motivi ed affiancata da fontane. Una grande terrazza decorata con pezzetti di ceramica, piastrelle e mosaici colorati si affaccia sulla città e regala una vista meravigliosa.

Uno degli elementi più suggestivi sono le colonne affusolate che hanno le forme dei tronchi degli alberi o delle stalattiti. Se siete a Barcellona questo parco merita senza dubbio una visita.

Parc Guell

Anche per il Parc Güell vale la regola di acquistare il biglietto online per saltare la fila. Il momento migliore per visitare il parco è al mattino presto quando l’affluenza è minore.

Il Labirinto de Horta

La seconda tappa della mattinata è stata il giardino più antico della città: il Labirinto di Horta. Il parco si trova in una zona periferica rispetto al centro della città e ospita un’attrazione molto particolare: il labirinto da cui il parco prende il nome.

Avete capito bene, file fittissime di cipressi formano un vero e proprio labirinto. Trovare il centro è stato piuttosto semplice, mentre uscire è stato inaspettatamente più complicato del previsto in quanto dopo aver scattato numerose foto non ricordavamo più la via del ritorno. Ci siamo imbattuti in alcuni passaggi chiusi e abbiamo fatto numerosi tentativi prima di trovare la strada verso l’uscita. È stato davvero divertente!

Il mercoledì e la domenica l’ingresso al parco è gratuito, negli altri giorni della settimana il costo è di circa 2,50€ a persona.

Per pranzo ci siamo fermati a mangiare a La Caleta de Gracia per assaggiare le Tapas, i tipici antipasti e stuzzichini della cucina spagnola. Siamo capitati per caso in questo locale, ed è stata una buonissima sorpresa. Il locale è molto alla mano e la cucina è ottima.

L’ospedale di Santa Creu i Sant Pau

Soddisfatti e con la pancia piena, ci siamo diretti all’ospedale di Santa Creu i Sant Pau.

Immagino le vostre facce sorprese, ci crederete pazzi ad andare a visitare un ospedale in vacanza!

Chiariamo subito, l’ospedale oggi non accoglie nessun tipo di attività medica in quanto la parte operativa è stata spostata di un centinaio di metri.

Il vecchio ospedale è oggi un museo aperto al pubblico e rimane una delle opere catalane più maestose, tanto è vero che è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

L’interno è un’esplosione di colori e di vivacità: l’atrio è dominato da un’imponente scalinata e tutte le pareti sono rivestite da mosaici incredibili.

Hospital de la Santa Creu i Sant Pau

Nel pomeriggio abbiamo passeggiato per i quartieri del centro e verso sera siamo andati alla Rambla de Mar, una passerella di legno che passa sopra l’acqua sino al centro commerciale Maremagnum.

Durante la passeggiata ci siamo goduti lo spettacolo dei gabbiani in volo sul mare al tramonto.

La giornata si è conclusa alla taverna El Glop, qui abbiamo potuto mangiare una paella deliziosa a base di pesce.

Barcellona è una città che ha tanto da offrire, si mangia molto bene e i prezzi sono accessibili.

L’esplorazione in sella alla Vespa è stata divertente e soprattutto è stata una scelta azzeccata perché in tre giorni abbiamo visitato le mete principali e abbiamo anche avuto il tempo di scoprire i tesori nascosti di Barcellona.

 

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